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Quando si parla di grandi fiumi italiani, il Panaro non è certo il primo a venire in mente. Eppure, nel cuore dell’Emilia, questo corso d’acqua ha modellato paesaggi, segnato confini e lasciato tracce profonde nella storia e nella vita quotidiana delle comunità che attraversa. Con questo progetto ho cercato di restituire al Panaro la centralità che merita, osservandolo da vicino e dall’alto, lungo un percorso costruito nel tempo: un lavoro pluriennale di esplorazione e ritorni, in cui le stagioni, le piene e le secche hanno cambiato continuamente lo stesso scenario.
Il viaggio fotografico segue il Panaro da dove nasce in Appennino – alla confluenza tra lo Scoltenna e il Leo nei pressi di Fanano – fino alla foce, dove dopo 148 chilometri il fiume si consegna al Po presso Stellata di Bondeno. Ho scelto il punto di vista del drone per osservare il fiume nel suo insieme e raccontare il modo in cui attraversa e disegna il paesaggio circostante, una relazione spesso difficile da cogliere da terra. Dall’alto emerge con particolare chiarezza anche la sua progressiva trasformazione: impetuoso e torrentizio nel tratto montano, poi più lento, arginato e incanalato nella pianura. Dall’energia delle forre e delle anse tra boschi e rocce si passa ai paesaggi collinari, ai filari, ai frutteti e alle ghiaie, fino alla grande geometria della bonifica e del reticolo idraulico della Bassa.
Lungo il corso affiorano segni di storia e di memoria: i borghi che portano il fiume nel nome, i guadi e le vie antiche, le opere che hanno provato a domarlo e a conviverci – casse di espansione, canali, idrovore, manufatti straordinari come la Botte Napoleonica. Ma accanto all’ingegneria emergono anche le fragilità: la vulnerabilità alle piene, le estati che assottigliano l’acqua fino quasi a farla sparire, le pressioni dell’agricoltura e delle attività umane. Fotografare il Panaro, per me, è stato un modo per riflettere sul legame tra paesaggio e clima, tra natura e intervento umano, e su come un fiume apparentemente “minore” possa raccontare, in realtà, un intero territorio.
Il fiume Panaro nasce sotto Fanano dalla confluenza di Rio Scoltenna e il fiume LeoLa confluenza in autunnoPonte Via ChiozzoIl tratto appenninico in veste invernalePonte di SamoneVista invernale ai confini del parco dei Sassi di Roccamalatina (i sassi sono visibili a sinistra)CasonaMarano sul PanaroVignola con la sua roccaVignola con la sua roccaPonte ferroviario con Savignano sul Panaro in alto a sinistraTra Spilamberto e VignolaPoco prima di raggiungere SpilambertoSpilambertoCava nella nebbiaNebbia mattutina tra Spilamberto e San DamasoImpianto di depurazione vicino a SpilambertoNebbia mattutina tra Spilamberto e San DamasoAutostrada A1Ponte ciclo-pedonale nei pressi dei laghetti di Sant'Anna